Cottura: Forno Temperatura Tempi – 04


La cottura dell’argilla polimerica va eseguita rigorosamente in forno come espressamente dichiarato dalle case produttrici. Possibilmente un forno che mantenga la temperatura costante. Prima di proseguire vorrei puntualizzare alcune cose importanti che ci tengo vengano spiegate e capite.

 

Falsi miti e leggende circa la cottura

La cottura non deve essere assolutamente effettuata bollendo o a bagnomaria come ho visto/letto in giro sul web. Le paste, a seconda della marca polimerizzano a temperature differenti, partendo dal Fimo che ha necessità di 110° al Kato polyclay che invece vuole una temperatura di 150°. Sappiamo tutti che l’acqua bolle a 100° e non sono sufficienti per la polimerizzazione, i legami non saranno forti come dovrebbero e avremo pezzi fragili che si potrebbero rompere. 
Qui c’è un interessante articolo (in inglese ma si capisce usando il traslate e aiutandosi con le immagini) di un esperimento di bollitura e dei suoi risultati:
http://claypolymer.blogspot.sg/2013/04/the-fact-about-boiling-polymer-clay-not_27.html

Per avere l’esatta temperatura interna del forno dobbiamo avere un termometro da forno, non possiamo affidarci a ciò che indica il pomello della temperatura perché quasi mai corrisponde a ciò che accade all’interno e nemmeno possiamo sapere se il nostro forno scende o sale di temperatura durante il funzionamento o quando effettivamente arriva alla temperatura che noi desideriamo. C’è chi consiglia, per controllare se la temperatura sia giusta in mancanza di un termometro, di mettere in forno un foglio bianco e vedere se diventi scuro o meno oppure appena ingiallito, ma la mia domanda è: per quale temperatura va bene? cioè il foglio a che temperatura ingiallisce? a 110°? a 150°? Non c’è nessuna sicurezza in questi metodi.

Disastri 1600

Questi sono alcuni disastri accaduti ai pezzi per una errata cottura. Ci sono pezzi cotti ad una bassa temperatura, pezzi bruciati, per l’elevata temperatura e un paio cotti a bagnomaria. 
Come potete vedere la maggior parte con il tempo, alcuni prima alcuni dopo, si sono rotti perché troppo fragili. E vi garantisco che se vado a scalfire la superficie con l’unghia o altro oggetto appuntito, come ho visto consigliare in alcuni video su you tube, non lascia traccia sulla pasta, sembrerebbe cotto bene.

Un pezzo ben cotto deve risultare duro, elastico (In base al tipo di pasta che si usa) e resistente.

Qui ci sono esperimenti per vedere la resistenza delle varie paste dopo la cottura:
http://claypolymer.blogspot.it/2013/10/flexibility-test-on-all-polymer-clay.html
Questo per farvi capire che la cottura è essenziale per preservare i vostri lavori nel tempo soprattutto se volete venderli.

 

Ricapitolando 

Serve un forno stabile, un termometro da forno in modo da sapere quando si raggiunge la giusta temperatura, anche gli sbalzi di temperatura non sono consigliati per gli stessi motivi di sopra.

Il forno va preriscaldato e i pezzi inseriti quando si è raggiunta la temperatura indicata della casa produttrice. Di solito quando si apre il forno per inserire i pezzi, scende un po’ la temperatura quindi inserire i pezzi e aspettare poi che ritorni a quella giusta e calcolare il tempo da quel momento.

Per i tempi: se la temperatura è giusta i pezzi possono stare in forno anche un’ora o più senza bruciarsi o creare danni, anzi direi che sono più forti dopo la cottura.
Io li tengo un minimo di 40 minuti fino a un’ora o anche più per pezzi più grandi. Ci sono persone che li lasciano anche per delle ore in forno.
Massima attenzione e precisione va data alla temperatura.

Per avere ancora più stabilità potete porre i pezzi su una mattonella prima di infornarli, scaldandosi manterrà la temperatura più stabile. Non vi preoccupate, dato le basse temperature potete mettere in forno praticamente di tutto: carta, cartone, vetro, ceramica, legno, pietre e non bruceranno. Attenzione alla plastica! Potrebbe reagire con la pasta e sciogliersi, nel caso fate una prova con un la plastica che volete usare e dell’argilla polimerica poggiata sopra, infornare e vedere se reagisce sciogliendosi o no.

Si possono schermare le resistenze nella parte superiore del forno creando una capannetta  di carta, cartone, alluminio sopra gli oggetti o usando la griglia per la cottura rivestita di alluminio e posizionata nella sezione più alta vicino alle resistenze. Questo servirà per evitare che i colori molto chiari e delicati possano scurirsi. Ricontrollare però la temperatura perché questo sistema le abbassa un po’. 

Un pezzo si può infornare più volte (a meno che non si stato verniciato con vernice, lucida o meno, che non sopporti il calore), a volte abbiamo bisogno di costruire dei pezzi più complessi per cui sia necessario effettuare più cotture, aggiungendo man mano le parti con il liquid e rinfornando, in questo caso la prima, e le successive, cottura può essere anche di 20 minuti, per fermare l’oggetto, l’importante è che l’ultima sia più lunga per far si che tutto si polimerizzi e si attacchi bene.
Questo è un articolo molto esaustivo sulla temperatura e cottura: http://thebluebottletree.com/bake-polymer-clay-temperature/