Condizionare l’argilla – 03


Argilla condizionata

 

Fondamentali sono due cose nella lavorazione delle paste polimeriche universalmente riconosciute da tutti gli artisti del settore: un buon condizionamento della pasta e un’ottima cottura.
Senza uno di questi due fattori non avrete un prodotto stabile, resistente e duraturo!

Condizionare la pasta, significa distribuire uniformemente i plastificanti che contiene. E’ importante sia in fase di lavorazione che dopo la cottura, se la pasta non è ben condizionata si rischia di avere dei punti più fragili di altri e potrebbe essere un problema.

Se avete la macchina per la pasta passate più e più volte (almeno 20) la pasta nella macchina ripiegandola ogni volta su se stessa e variando anche la distanza tra i rulli partendo dalla più grande e andando verso la più piccola e poi tornare indietro, questo aiuterà ulteriormente la distribuzione. Noterete che oltre ad ammorbidirsi, e quindi ad essere più lavorabile, si scalderà anche un po’. Diciamo che un buon condizionamento si ha quando piegando la striscia di pasta non noterete più crepe nella piegatura. Potete fare lo stesso lavoro con un rullo a mano, nello stesso modo, o in caso di piccoli pezzi anche solo con le mani, io di solito ne faccio tubicini arrotolati che ripiego su se stessi molte volte, finché non sono soddisfatta.

Vi potrà capitare di avere per le mani dei panetti vecchi, molto duri o friabili, provate a tenerli in tasca, per farli scaldare e a lavorarli, se ancora non è possibile potete aggiungere della pasta liquida (fimo, sculpey o kato) oppure usare il Mix Quick della Fimo, una pasta ammorbidente o il Softner (liquido) della sculpey.
Se avete un vecchio macina caffè o tritatutto che non utilizzate più in cucina, usatelo per ridurre la pasta in pezzetti vi aiuterà ad ammorbidirla. Oppure ancora (cosa che faccio spesso) incorporare la pasta vecchia e friabile poco per volta in un pezzo di pasta più fresca e morbida. Altrimenti, ve lo dico con sincerità, butto tutto in un contenitore di plastica e li rimane, ho poca pazienza per queste cose 😀
Di contro se vi capiteranno panetti molto freschi, specialmente in estate, e vi verrà da piangere perché la pasta quasi vi si scioglierà in mano, avrete due soluzioni: aggiungere alla pasta borotalco o Maizena (amido si mais) per tentare di indurirla oppure praticare il leeching che sarebbe un modo per togliere i plastificanti in eccesso. Fate una sfoglia non troppo alta e mettetela tra due fogli di carta bianca, quelli per la stampante andranno benissimo. Dopo qualche tempo noterete che il foglio si sarà unto, quell’unto sono appunto i plastificanti che state togliendo alla pasta, cambiate i fogli quando saranno unti finché la pasta non sarà lavorabile.
Sia che usiate un metodo sia l’altro fate attenzione a non esagerare perché se togliete troppi plastificanti o la indurite troppo inserendo altro materiale, la pasta potrebbe perdere le sue proprietà e risultare troppo fragile (potrebbe rompersi) dopo la cottura.

Non lasciate i vostri lavori, prima di infornarli, sulla carta per i suddetti motivi, poggiateli su un vetro, una piastrella o carta da forno e copriteli per evitare che si depositi della polvere difficile poi da togliere.
Per alcuni lavori ci possono volere dei giorni di lavoro, tranquilli, si possono infornare anche in seguito ma non aspettate troppi giorni altrimenti i plastificanti tenderanno a ridepositarsi e quindi potreste avere un lavoro fragile.

 

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